Franchising

In un mondo segnato da un’instabilità finanziaria e da una concorrenza crescente, iniziare un nuovo business suona come un rischioso fiasco. Molti fondi e programmi di investimento offrono finanziamenti su idee innovative, ma combattere questi giganti è una questione di solida pazienza, nervi stabili e di un buon appoggio finanziario.

Tutto ciò non significa che dobbiamo rifiutare di fare business, anche perchè questo vorrebbe dire che l’economia globale potrebbe subire un grande crollo senza nuove aziende.
Uno dei modelli di business di successo considerati “più sicuri” è il cosidetto franchising che negli ultimi cinquant’anni è diventato una forza enorme nel mondo finanziario. Secondo questo modello, il franchising offre ai suoi partner un concetto collaudato, un marchio riconoscibile e noto nel mercato, un know-how raccolto per anni, una formazione del personale ed un team di gestione. Tutto questo si offre in cambio di una tassa iniziale e di una percentuale del reddito annuale del partner. Un modello di relazioni d’affari che notevolmente riduce il rischio, aiuta il rapido sviluppo delle catene sul mercato e serve a motivare fortemente i gestori dei progetti e garantisce anche uno sviluppo all’estero.

La parola stessa “franchising” è una parola di origine inglese e francese e risale al Medioevo. Nel Medioevo i proprietari terrieri locali fornivano vari diritti ai contadini che vivevano nelle loro terre fra i quali il diritto di andare a caccia e quello di vendere o di effettuare qualsiasi altro tipo di attività. Queste regole sono diventate parte del diritto comune europeo.
Isaac Singer (1811-1875) è considerato il padre del franchising contemporaneo. Conosciamo benissimo la sua famiglia e le macchine da cucire Singer. L’uomo d’affari perspicace aveva stipulato con i distributori della sua merce dei contratti scritti che prevedevano il diritto di utilizzo del marchio, della vendita e della riparazione delle macchine da cucire su un dato territorio degli Stati Uniti. Questi sono i primi esempi di contratto in franchising tale e quale lo conosciamo oggi.

La fine della Guerra civile è stata l’inizio della produzione di massa delle macchine da cucire Singer. Qualche centinaia di pezzi sembrava una quantità enorme per il mondo d’affari di quei tempi. Il territorio in cui operava la società era troppo grande e così è nata la necessità di trovare un modo per fornire un servizio di garanzia e di informazioni per i clienti. E’risultato che un servizio di gestione centralizzato è poco attraente dal punto di vista economico. E’stato così creato un sistema di franchising che forniva alle società finanziariamente indipendenti i diritti di vendere e di mantenere macchine da cucire in un dato territorio degli Stati Uniti. A quanto pare il sistema funzionava bene perchè quei contratti di distribuzione semplici che contenevano anche diritti e obblighi di servizio al cliente e di manutenzione fuori garanzia si sono evoluti nelle società di franchising contemporanee.

All’inizio del ventesimo secolo l’uomo d’affari Ray Cross ha ottimizzato il modello di franchising. La sua idea era non solo quella di distribuire il prodotto e di assicurare il servizio ma anche di vendere licenze per il marchio commerciale e i concetti di business come modello di veloce e sicura crescita. La sua storia è un esempio di pensiero di business lungimirante.
Agli inizi del secolo lavorava per i fratelli McDonald mescolando gli shake in uno dei loro reparti di hamburger. In seguito, è diventato agente di licenza vendendo il marchio “McDonalds” ad altre catene fast-food. Un concetto di franchising brillante il quale gli ha portato miliardi di dollari e che ora fa della catena uno dei business di maggior successo al mondo. Per il 2011 la società ha annunciato entrate di 24 miliardi di dollari. Questa catena franchising è stata sorpassata solo dai ristoranti SubWay, la società più giovane che offre licenze di panini e che possiede più di 33 800 filiali in tutto il mondo.

Secondo l’Associazione Internazionale del Franchising (IFA), l’avvio di una nuova attività usando un marchio provato offre diversi vantaggi. I dati di un suo sondaggio dimostrano che i franchisee (82%) mantengono il loro business anche dopo il quinto anno. Secondo lo stesso sondaggio solo il 20% dalle società indipendenti riescono a sopravvivere. Gli esperti dell’IFA commentano che le società operanti nel campo dei servizi e delle distribuzioni recuperano più velocemente gli investimenti in quanto si risparmiano i costi di riparazione, affitto e stipendio dei dipendenti. Esistono anche società in franchising che iniziano a recuperare gli investimenti già dal secondo mese dall’inizio del loro business. Il 48% degli affiliati registrano un recupero degli investimenti entro il primo anno finanziario. Circa il 31% delle società che operano in base al principio del franchising comunicano che il recupero è stato effettuato in due anni mentre il 21% hanno recuperato i loro investimenti in tre o più anni.

Possiamo parlare ancora a lungo di questo modello che ha più di 100 anni di storia.Tra le curiosità possiamo menzionare la statistica senondo la quale nel corso degli ultimi 40 anni ci partecipano sempre più imprenditrici. Secondo un sondaggio il 15% di tutte le società franchising fondate tra il 1970 e il 2000 sono state create da donne. Secondo i dati dell’Associazione Internazionale del Franchising negli ultimi 5 anni circa il 25% dei manager di aziende in franchising in tutto il mondo sono donne. In queste statistiche non sono incluse il 17% delle società in cui gli uomini e le donne sviluppano una società in franchising in qualità di partner.
A livello globale i franchising di maggior successo sono quelli che operano nel settore alimentare come ristoranti fast food, pizzerie, pasticcerie ecc.
Anche i franchising nei settori come quello immobiliare, banchi di pegno, autofficine, abbigliamento di seconda mano, tecnologie, finanze, saloni di bellezza sono estremamente popolari in tutto il mondo.

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